Vino al ristorante: faccia lei?

Vi è mai capitato seduti al tavolo di un ristorante, al momento di ordinare il vino, di rispondere al cameriere: faccia lei?
Magari per evitare brutte figure o semplicemente per aggirare una pratica che potrebbe riverlarsi troppo complicata agli occhi dei nostri commensali?

A questo punto ci poniamo nelle mani di chi, per nostro conto, dovrà decidere il vino che accompagnerà l’intero pasto. Cosa ci verrà servito?
Un vino che forse non risponde pienamente ai nostri gusti , un vino non proprio adatto a quello che successivamente decideremo di consumare oppure un vino troppo costoso per le nostre tasche?

Poi dobbiamo mettere in cantire anche il fatto che diamo la possibilità al ristoratore di servirci qualche bottiglia rimasta per troppo tempo nel dimenticatoio o addirittura il “vino della casa”.
Vino della casa? Cosa significa poi vino della casa? Sarà sfuso o in bottiglia? Poi con quale criterio viene definito tale? Lo producono loro stessi?

Difficilmente, a meno che non si tratti di agriturismo. Allora perchè della casa?
Mi capitò in una trattoria tipica in pieno centro a Livorno che come vino della casa mi venisse proposto un Prosecco del Veneto! Aiuto!!

Allora, piuttosto di un generico faccia lei, poniamo la domanda: cosa mi propone?
Altro consiglio: chiedete se viene effettuato il servizio al calice che permetterà più vantaggi: difficilmente pagheremo vino non consumato, avremo anche la possibilità di degustare vini diversi nel corso dello stesso pasto, affronteremo una spesa sicuramente più ragionevole!
E buon appetito!

rotwein

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