Pignoletto vs Prosecco?

Alla luce dei recenti riconoscimenti ottenuti da quest’ottimo vino italiano si potrebbe senz’alcun dubbio dire che il Pignoletto sta all’Emilia Romagna come il Prosecco sta al Veneto. La notorietà del Pignoletto è infatti profondamente legata alla terra da cui è nato, la stessa che contribuisce a caratterizzare e a rendere unico il suo sapore. Da sempre considerato il “Re dei Colli Bolognesi”, ha meritatamente ottenuto nel 2011 la Denominazione di origine controllata e garantita nelle due versioni Classico e dei Colli Bolognesi, e continua tuttora a conquistare i palati dei grandi estimatori e anche di chi si avvicina per la prima volta al mondo del vino partendo da quelli più rappresentativi ed autentici della nostra regione. Com’è evidente, dalla prima DOC ottenuta nel 1985 la corsa del Pignoletto ben oltre le sue colline non si è arrestata, e siamo pronti a scommettere che non lo farà finché gli amanti del buon vino saranno pronti a sostenerlo e ad esplorare le sue grandi potenzialità. I piatti con i quali celebra un connubio perfetto sono, non sarebbe nemmeno il caso di ricordarlo, gli antipasti, il pesce, le carni bianche e i formaggi, ed è altresì un’ottima garanzia consumato a tutto pasto. Portando un Pignoletto in tavola è impossibile sbagliare, a meno che non ci si presenti con una bottiglia già vuota! Che lo si scelga in qualità di spumante, vino frizzante, vino fermo o passito, corona a pieno il gusto di qualsivoglia abbinamento e conferma la propria origine ad ogni assaggio, quasi si potesse leggere attraverso il suo colore dorato tutta la storia che l’ha condotto fino ai suoi recenti successi.

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